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A vintage car

Auto in stile retrò per un vero uomo d’altri tempi!
Io Ale e la sua bellissima Fiat 850 coupé del 1970 color amaranto 😉😊

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Vintage “eterno”: Porta Portese e …

Il mio breve, ma intenso, viaggio nel mondo del vintage romano continua alla scoperta e riscoperta di due vere e proprie istituzioni della capitale:  il mercato di Porta Portese e i Magazzini allo Statuto.

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Chi conosce un po’ la città,  ne avrà sicuramente sentito parlare. Entrambi luoghi dal grande fascino, Porta Portese rappresenta l’emblema del mercato rionale che assurge a grande luogo di interesse anche antropologico; i magazzini, invece, posseggono tutto lo charme di un luogo rimasto inalterato nel tempo, come nella più malinconica pellicola cinematografica del passato.

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Prima tappa della mia domenica romana è, naturalmente, Porta Portese perché, come si sa, al mercato si va alla buon’ora. Non è la mia prima volta in questo posto: ricordo di una gita a Roma, con i miei genitori, in cui io, all’epoca quindicenne, costrinsi mio padre ad una vera e propria levataccia per poter visitare questo bellissimo mercato. Conservo quindi bellissimi ricordi di questo luogo, che nella seconda visita non vengono affatto traditi.

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Porta Portese ha una lunga storia. Nato negli anni ’40 come mercato della borsa nera, dove i romani compravano e barattavano un po’ di tutto, negli anni si è, pian piano, trasformato in un mercato multietnico e sempre coloratissimo, assumendo un ruolo fondamentale non più soltanto per i romani ma anche per tutti i turisti, italiani e non.

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Qui si trova veramente di tutto. Vestiti, borse, scarpe e bijoux per la gioia di tutte le donne, ma anche piccoli e grandi oggetti di antiquariato e modernariato, auto d’epoca, giocattoli vintage, cornici, bicchieri e tutto quello che riuscite ad immaginare e non. Io porto a casa un bel bottino: due borse di pelle, un cappotto a quadri Basile e il bellissimo cappello verde che vedete nelle foto 🙂

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Come al solito parlando di mercati mi sono dilungata… Vi parlerò dei M.a.s. nel prossimo post.

Presto promesso 😉

Vintage “eterno”: Bellissima

Trascorrere due giorni nella città eterna è già di per sé un privilegio. Farlo programmando una visita al Maxxi, per una delle mostre più complete sulla moda vintage italiana, é un evento straordinario, aggiungerci poi una capatina al mercato di Porta Portese e ai magazzini M.A.S., trasforma il tutto in una visita perfetta.

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Ma partiamo con ordine: è un freddo sabato pomeriggio di metà gennaio quando, insieme alla mia amica di sempre Sara, che vive a Roma ormai da anni, decido di immergermi nelle linee sartoriali dell’alta moda italiana del passato, tra lavorazioni pregiate, pizzi, applicazioni, borse, cappelli, gioielli e modelli esclusivi. La mostra in questione é Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968 al Maxxi fino al 3 maggio 2015.

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All’ultimo piano della futuristica struttura architettonica del Maxxi, sono esposti alcuni dei lavori più significativi e rappresentativi del periodo d’oro della moda italiana. Dalle sorelle Fontana a Valentino, passando per Gattinoni, Balestra, Fendi, Pucci, Mila Schön ed altri ancora, il nostro sguardo si incanta su modelli da sogno che restituiscono il vero significato alla parola capolavoro.

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L’eccellenza italiana emerge con forza nella sala, facendo viaggiare i nostri pensieri agli anni della dolce vita, ai gran galà della capitale del cinema, a film come “Bellissima”, appunto, egregiamente interpretato da Anna Magnani, film che fornisce ispirazione all’allestimento stesso, nonché agli anni dell’ombelico in bella vista della mitica Raffaella Carrá.

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Tempi ormai andati, ma che lasciano il loro segno anche attraverso questi capi, testimonianza dell’evoluzione dei costumi e della società italiana. Io e Sara, naturalmente, non siamo sole. Intorno a noi, c’è un pubblico prevalentemente femminile, che ammira quei modelli, sognando quegli anni, o addirittura ricordandoli con nostalgia. Nello sguardo delle signore più mature colgo, infatti, un certo orgoglio misto a rimpianto per essere state testimoni di tempi passati che forse non torneranno mai più con la stessa dignità e maestosità al tempo stesso.

Per ora mi fermo qui, ma non vedo l’ora di raccontarvi del vintage romano più “verace”, ovvero quello dei mercatini e dei magazzini dello statuto.  Grazie alla mia grande amica, guida, fotografa, e paziente accompagnatrice Sara… Love you ❤

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Il colletto della nonna

Da bambina odiavo i colletti! Mia madre si ostinava a farmi indossare capi dal dubbio nome e dalla dubbia forma, ovvero i temutissimi “camicioni”,  che lei ornava con enormi e spesso ricamati colletti, rigorosamente fatti a mano. When a was a child i hated collars! My mom used to buy for me ridiculous and shapeless dresses adorned with huge embroidered  collars.

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Crescendo però, e dimenticando i “dolorosi” ricordi legati all’uso forzato del camicione, ho imparato ad apprezzare il colletto, questo particolare oggetto a metà tra l’accessorio e il capo di vestiario. Qualche giorno fa, sfogliando le vecchie foto di famiglia, mi sono imbattuta in una bellissima fotografia della mia nonna materna, e finalmente ho capito l’origine dell’ossessione che mia madre aveva per i colletti. Growing up, i learned to appreciate this kind of accessory/garnment. Few days ago i found this old picture of my grandmother wearing a collar and i finally understood my mother obsession.

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Adoro questa foto! Ritrae la mia nonna nei primissimi anni quaranta, in posa dal fotografo con il suo abito più bello e il suo colletto più prezioso, ricamato con le sue stesse mani.  E’ proprio da lei che ho ereditato la mia passione per il mercato e per i bottoni e, forse, anche la mia testardaggine.  I love this picture! My granma, in the early forties, is wearing her best dress and her dearest collar made by herself. I got from her my passion for markets and my love for buttons and maybe my obstinacy too.

Tutto questo mi ha ispirato una nuova creazione! Certo io non so ricamare ma qualcosa riuscirò ad inventarmi! I’ve got an ispiration for a new creation! Well i know, i’m not able to embroider but i’m a good thinker!

STAY TUNED!

 

 

Elsa Schiaparelli: innovazione, anticonformismo e surrealismo.

Esattamente 41 anni fa ci lasciava Elsa Schiaparelli, una delle stiliste più influenti della moda italiana e non solo.  A lei si deve, tra le altre cose, l’invenzione della sfilata di moda, nell’ accezione moderna del termine, e del famosissimo rosa shocking, oggi noto appunto con il nome di rosa Schiaparelli.

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Donna dalla personalità ribelle e anticonformista, in netta contrapposizione con le sue origini aristocratiche, all’età di 23 anni si trasferì a Londra e successivamente a New York ed infine a Parigi dove svolse gran parte del suo lavoro. In queste città entrò in contatto col mondo dadaista e surrealista conoscendo artisti del calibro di Marcel Duchamp, Man Ray, Jean Cocteau e Salvador Dali e la sua attività ne fu molto influenzata. Sono molto famose infatti le collaborazioni “surrealiste” con questi ultimi. Considerata un’icona della moda al pari di Coco Chanel, contribuì nel periodo interbellico a dare un’immagine innovativa ed anticonformista della moda e della donna stessa.

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Dopo la fine della seconda guerra mondiale la moda cambiò sulla scia del New Look di Christian Dior e la maison Schiaparelli visse un periodo di crisi che portò alla chisura nel 1954. Concluse la sua carriera artistica pubblicando un libro autobiografico dal titolo Shocking life che comprendeva 12 comandamenti per le donne, secondo lei imprescindibili:

  1. Le donne conoscono poco di se stesse e dovrebbero sforzarsi di conoscersi meglio.
  2. Una donna che compra un vestito costoso e lo modifica, spesso con risultati disastrosi, è una scialacquatrice e una folle.
  3. La maggior parte delle donne (e degli uomini) non vede i colori. Dovrebbe chiedere consiglio.
  4. Ricordate: il venti per cento delle donne ha un complesso di inferiorità. Il settanta per cento coltiva illusioni.
  5. Il novanta per cento ha paura di essere appariscenti e di quello che dice la gente, così compra un abito grigio. Dovrebbero osare ad essere diverse.
  6. Le donne dovrebbero imparare a fidarsi dei consigli di persone esperte e competenti.
  7. Dovrebbero scegliere i vestiti sole o in compagnia di un uomo.
  8. Non dovrebbero mai fare acquisti insieme a un’altra donna, che a volte consciamente e spesso inconsciamente è portata ad essere gelosa.
  9. Dovrebbero comprare poche cose e solo le migliori o le più economiche.
  10. Non adattare mai il vestito al corpo, ma abituare il corpo a adattarsi al vestito.
  11. Una donna dovrebbe fare la maggior parte dei suoi acquisti in un unico posto dove è conosciuta e rispettata, senza precipitarsi qua e là a provare ogni nuova moda.
  12. E dovrebbe pagare i suoi conti.

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Morì a Parigi il 13 novembre 1973, lasciando un segno indelebile nel mondo della moda e, sicuramente,anche nella causa dell’emancipazione femminile.

Sunday market

Se si è un appassionato di vintage e di mercatini, non c’è niente di più bello che passare una soleggiata domenica di fine ottobre tra le bancarelle di un mercato di antiquariato. If you are a vintage addicted, there’s nothing better than spend a sunny sunday of october among the stands of an open-air market.

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E’ quello che ho fatto io domenica scorsa, al mercatino organizzato dall’associazione onlus Assi.si. in piazza San Francesco a Salerno.  That’s exactly what i did last sunday, at the antique market organized by the Onlus charitable association Assi.si. in piazza San Francesco in Salerno.

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E’ ormai da qualche mese che il fine settimana, con scadenze bisettimanali, si ripete questo piacevole appuntamento all’insegna del passato nella bella, ma spesso dimenticata, piazza del rione Carmine.   Tra i banchi è possibile trovare oggetti di tutti i tipi, da grandi mobili da salotto, a graziosi soprammobili, passando per accessori, ceramiche e vinili, tutto compreso tra antiquariato, modernariato e memorabilia.  Every two weekends of the month you can find this pleasant appointment, started few mouths ago, in this beautiful, but often forgotten, city square.  Here you can find every kind of items: antique or memorabilia home furnitures, knick-knacks,  accessories, vynil records.

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Avrei comprato di tutto ma dovevo fare una scelta. Ho concentrato cosi la mia attenzione sugli accessori e ho conquistato un bel bottino. Porto a casa con me due paia di orecchini anni ’50, e un paio anni ’80 con zebra; un bracciale, anch’esso anni ’80, due spille e una catena Fendi anni ’90.  Posso ritenermi più che soddisfatta! Prossimo appuntamento a metà novembre 😉 I wish i could buy everything but i had to made a choice.  So i bet on accessories and i gained two pairs of earrings from fifties, and one from eighties; a eighties bracelet, two brooches and a Fendi chain necklace from nineties.  I will say that i’m very satisfied. Next appointment:  the second weekend of November;)

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Dear Michela, a promise is a promise ❤

Fifties wedding

“La felicità è vera soltanto se condivisa” afferma  Christopher Mccandless nel bellissimo libro biografico “Nelle terre estreme” di John Krakauer.  Oggi più che mai comprendo, dopo aver condiviso con due dei miei più cari amici di sempre il loro giorno più bello, il significato profondo di tale affermazione.  Perché leggere la felicità negli occhi di un amico e vederla riflessa negli occhi del suo compagno/a di vita, ci emoziona, ci rende partecipi, ci permette di vivere la felicità stessa e di capire la vera essenza del festeggiamento, dello status di “giorno speciale”.

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Se si aggiunge il fatto che i tuoi amici hanno stile e decidono di darne anche al giorno del loro matrimonio, il tutto assume sfumature fantastiche.  Il tema scelto per l’evento infatti è quello dei favolosi anni ’50! Anni delle gonne ampie, delle bretelle, delle pettinature cotonate, dei cappellini, di film come “Colazione da Tiffany” o “La finestra sul cortile”, di Grace Kelly, James Dean, Elvis Presley, Sophia Loren, del boom economico … e potrei continuare all’infinito! Ma bando alle ciance e Let’s go Fifties!!!

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L’evento si è svolto nella bellissima location della costiera amalfitana e più precisamente a Vietri dove chiesa e ristorante avevano una vista mozzafiato sul mare. Gli sposi hanno organizzato una festa in vero stile anni ’50, dagli abiti ai trasporti, passando per la band dal vivo, rigorosamente rockabilly, e fino ad arrivare alla scelta dei nomi dei tavoli, tutti ispirati a famosi film dell’epoca.

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Il compito di noi invitati era quello di ricreare uno stile Fifties elegante e consono al tema, che richiamasse un po’ le atmosfere alla Madmen per interderci (la mia serie tv preferita).  Devo dire che non è facilissimo entrare in un negozio e trovare un look adatto, per cui ci siamo tutti raccomandati agli dei del vintage, e nel mio caso anche ai “santi patroni” di Happy & Glam! (https://www.facebook.com/pages/Happy-Glam/188552374570330?ref=hl)

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Sono infatti i miracolosi Antonio e Danilo, che hanno dato il tocco in più alla mia immagine vintage con la loro splendida collana in perle e madreperla, realizzata a mano, e lo chicissimo cappellino, anche questo cucito a mano, che ho indossato solo in chiesa come la tradizione anni ’50 voleva! Per l’abito ho scelto una tinta unita più adatta agli eventi importanti secondo il bonton dell’epoca, arricchito con un’ ampia sottogonna in tulle; scarpe a fantasia floreale, occhiali da sole a gatto, borsa rigida rigorosamente vintage e un tocco di prugna sulle labbra.  Con un look così sarei stata l’accompagnatrice ideale di Don Draper per una passeggiata su Madison avenue! 😉

Grazie ai meravigliosi sposi e ai bellissimi invitati per le loro immagini! Di nuovo grazie ad Happy & Glam!  Auguri auguri e ancora auguri a Francesca e Michele! Love you ❤

 

Happy glam and fifties

Ecco una piccola anticipazione dell’evento vintage inspired più sentito dell’anno! Il matrimonio a tema anni ’50 di due dei miei più cari amici di tutti i tempi: Francesca e Michele!  A breve il post completo con gli sposi, gli invitati, i look ma anche le risate, la gioia, l’emozione che solo un evento così porta con sé. Vi parlerò, inoltre, della mia collaborazione con Happy&Glam… non vi dico altro.  Spero di aver stuzzicato almeno un po’ la vostra curiosità.  Ci vediamo al prossimo post!!!

 

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Un regalo vintage

Per me ricevere un regalo è naturalmente bellissimo, lo è ancora di più quando si tratta di un regalo inaspettato. Tuttavia, la cosa migliore è ricevere da qualcuno un regalo che è appartenuto al suo passato, che pensa che con te possa vivere una seconda vita ed essere di nuovo apprezzato e valorizzato.
A me é accaduto pochi giorni fa… Lucia la bella madre della mia migliore amica Michela, colpita dalla mia passione per il vintage, ha deciso di donarmi una gonna-pantalone di fine anni settanta appartenuta a lei e usata durante la sua giovinezza trascorsa tra il Canada e gli Stati Uniti.

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L’idea di poter indossare un capo che é legato ai ricordi di una persona a me vicina, lo considero un onore, e il fatto che Lucia abbia pensato a me, mi spinge ad averne molta cura affinché io possa a mia volta tramandarlo a qualcun’altra e inaugurare una nuova tradizione.

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Si tratta di un capo in filo dalla vestibilitá ampia, tipica dei seventies, a vita alta e interamente plissettato. Io l’ho abbinato con un top in seta con piccole stampe geometriche colorate, e una borsa rigida in rattan verde con chiusura a scatto, tutto rigorosamente vintage. A completare il look un paio di comode zeppe grigie, una semplice treccia laterale e mi sento subito catapultata nel mood di quegli anni!!!
Make love not war! Grazie Lucia

La bellissima Lucia con il marito negli anni 70. Che stile!
La bellissima Lucia con il marito negli anni 70. Che stile!

Partiti per il vintage!

Continua la mia escursione/incursione vacanziera nel mondo del vintage leccese, questa volta di giorno tra i vicoli ardenti e afosi, ma ugualmente affollati, della città salentina.  Protagonista delle mie scorrerie è sempre l’affascinante centro storico, ricco di bar, ristoranti e negozietti di tutti i tipi.  Io, come sempre, ho attivato la modalità “seconda mano” per cui i miei sensori sono programmati per scovare e farmi entrare solo nei negozi che espongono cose che non appartengono agli ultimi 2 decenni.

E’ cosi che scopro un piccolo tesoro del vintage: Biba vintage & remake!  Qui si possono trovare interessantissimi capi e accessori d’epoca, ma anche rivisitazioni e nuove proposte in chiave retrò.  Per i maschietti, inoltre, c’è una bella sezione tutta dedicata a loro, cosa non sempre scontata in un negozio vintage.

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Dopo quasi un’oretta passata a spulciare in questo bel negozio , con la piacevole compagnia delle ragazze che lo gestiscono, mi sento piuttosto appagata anche se la mia fame di vintage non è ancora del tutto soddisfatta.

Qualche passo dopo, ed ecco che i miei sensori si attivano di nuovo e mi imbatto felicemente in Cartigiano vintage and more.  Anche qui respiro l’aria di casa e trovo una bella ed inusuale selezione di costumi da bagno, cravatte da uomo e bijoux realizzati con vecchi bottoni.

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Ecco, adesso si che posso considerarmi soddisfatta!!!  Per la gioia dei miei accompagnatori,  il mio tour alla scoperta dell’old fashion salentino finisce qui!  Adesso posso dedicarmi al mare al sole e al vento, anche se chi mi conosce sa che i miei sensori sono sempre in allerta! 🙂