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Dancing to the Nightmares: il talento di Egy Cutolo

Dalle mie parti non capita spesso di essere invitati ad una sfilata di moda, di poter guardare da vicino capi esclusivi mentre bellissime modelle sfilano in passerella. A volte però, il talento di una persona può portare la moda anche lontano dai grandi centri, dalle fashion week, dalle riviste patinate e farla risplendere in una piccola città di provincia, sotto gli occhi ammirati dei fortunati presenti.

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E’ quello che è successo grazie all’estro di Egy Cutolo, giovane designer sarnese formatasi a Milano, capace di fare della moda un discorso al di sopra delle dinamiche di mercato e più vicino, invece, alla concezione di arte, al concetto di stravaganza, sperimentazione, voglia di osare.

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Davanti a me vedo sfilare donne forti, consapevoli, pronte a mettersi in discussione, a giocare con tessuti maschili, balze, ecopelle, ali di metallo mescolate a delicati pizzi e sete. Una donna, quella della collezione 2016 Dancing to the Nightmares, che non rinuncia a sognare ma nemmeno ad affrontare i propri demoni e a vincerli. Guerriere dark ma anche decise donne in tinte pastello o dagli abiti dipinti a mano, tutte accomunate dalla volontà di mostrarsi e di piacersi.

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io ed Egy Cutolo
Insieme alla bravissima Egy! 

Ben fatto Egy!!!

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Elsa Schiaparelli: innovazione, anticonformismo e surrealismo.

Esattamente 41 anni fa ci lasciava Elsa Schiaparelli, una delle stiliste più influenti della moda italiana e non solo.  A lei si deve, tra le altre cose, l’invenzione della sfilata di moda, nell’ accezione moderna del termine, e del famosissimo rosa shocking, oggi noto appunto con il nome di rosa Schiaparelli.

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Donna dalla personalità ribelle e anticonformista, in netta contrapposizione con le sue origini aristocratiche, all’età di 23 anni si trasferì a Londra e successivamente a New York ed infine a Parigi dove svolse gran parte del suo lavoro. In queste città entrò in contatto col mondo dadaista e surrealista conoscendo artisti del calibro di Marcel Duchamp, Man Ray, Jean Cocteau e Salvador Dali e la sua attività ne fu molto influenzata. Sono molto famose infatti le collaborazioni “surrealiste” con questi ultimi. Considerata un’icona della moda al pari di Coco Chanel, contribuì nel periodo interbellico a dare un’immagine innovativa ed anticonformista della moda e della donna stessa.

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Dopo la fine della seconda guerra mondiale la moda cambiò sulla scia del New Look di Christian Dior e la maison Schiaparelli visse un periodo di crisi che portò alla chisura nel 1954. Concluse la sua carriera artistica pubblicando un libro autobiografico dal titolo Shocking life che comprendeva 12 comandamenti per le donne, secondo lei imprescindibili:

  1. Le donne conoscono poco di se stesse e dovrebbero sforzarsi di conoscersi meglio.
  2. Una donna che compra un vestito costoso e lo modifica, spesso con risultati disastrosi, è una scialacquatrice e una folle.
  3. La maggior parte delle donne (e degli uomini) non vede i colori. Dovrebbe chiedere consiglio.
  4. Ricordate: il venti per cento delle donne ha un complesso di inferiorità. Il settanta per cento coltiva illusioni.
  5. Il novanta per cento ha paura di essere appariscenti e di quello che dice la gente, così compra un abito grigio. Dovrebbero osare ad essere diverse.
  6. Le donne dovrebbero imparare a fidarsi dei consigli di persone esperte e competenti.
  7. Dovrebbero scegliere i vestiti sole o in compagnia di un uomo.
  8. Non dovrebbero mai fare acquisti insieme a un’altra donna, che a volte consciamente e spesso inconsciamente è portata ad essere gelosa.
  9. Dovrebbero comprare poche cose e solo le migliori o le più economiche.
  10. Non adattare mai il vestito al corpo, ma abituare il corpo a adattarsi al vestito.
  11. Una donna dovrebbe fare la maggior parte dei suoi acquisti in un unico posto dove è conosciuta e rispettata, senza precipitarsi qua e là a provare ogni nuova moda.
  12. E dovrebbe pagare i suoi conti.

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Morì a Parigi il 13 novembre 1973, lasciando un segno indelebile nel mondo della moda e, sicuramente,anche nella causa dell’emancipazione femminile.

Un regalo vintage

Per me ricevere un regalo è naturalmente bellissimo, lo è ancora di più quando si tratta di un regalo inaspettato. Tuttavia, la cosa migliore è ricevere da qualcuno un regalo che è appartenuto al suo passato, che pensa che con te possa vivere una seconda vita ed essere di nuovo apprezzato e valorizzato.
A me é accaduto pochi giorni fa… Lucia la bella madre della mia migliore amica Michela, colpita dalla mia passione per il vintage, ha deciso di donarmi una gonna-pantalone di fine anni settanta appartenuta a lei e usata durante la sua giovinezza trascorsa tra il Canada e gli Stati Uniti.

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L’idea di poter indossare un capo che é legato ai ricordi di una persona a me vicina, lo considero un onore, e il fatto che Lucia abbia pensato a me, mi spinge ad averne molta cura affinché io possa a mia volta tramandarlo a qualcun’altra e inaugurare una nuova tradizione.

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Si tratta di un capo in filo dalla vestibilitá ampia, tipica dei seventies, a vita alta e interamente plissettato. Io l’ho abbinato con un top in seta con piccole stampe geometriche colorate, e una borsa rigida in rattan verde con chiusura a scatto, tutto rigorosamente vintage. A completare il look un paio di comode zeppe grigie, una semplice treccia laterale e mi sento subito catapultata nel mood di quegli anni!!!
Make love not war! Grazie Lucia

La bellissima Lucia con il marito negli anni 70. Che stile!
La bellissima Lucia con il marito negli anni 70. Che stile!

Partiti per il vintage!

Continua la mia escursione/incursione vacanziera nel mondo del vintage leccese, questa volta di giorno tra i vicoli ardenti e afosi, ma ugualmente affollati, della città salentina.  Protagonista delle mie scorrerie è sempre l’affascinante centro storico, ricco di bar, ristoranti e negozietti di tutti i tipi.  Io, come sempre, ho attivato la modalità “seconda mano” per cui i miei sensori sono programmati per scovare e farmi entrare solo nei negozi che espongono cose che non appartengono agli ultimi 2 decenni.

E’ cosi che scopro un piccolo tesoro del vintage: Biba vintage & remake!  Qui si possono trovare interessantissimi capi e accessori d’epoca, ma anche rivisitazioni e nuove proposte in chiave retrò.  Per i maschietti, inoltre, c’è una bella sezione tutta dedicata a loro, cosa non sempre scontata in un negozio vintage.

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Dopo quasi un’oretta passata a spulciare in questo bel negozio , con la piacevole compagnia delle ragazze che lo gestiscono, mi sento piuttosto appagata anche se la mia fame di vintage non è ancora del tutto soddisfatta.

Qualche passo dopo, ed ecco che i miei sensori si attivano di nuovo e mi imbatto felicemente in Cartigiano vintage and more.  Anche qui respiro l’aria di casa e trovo una bella ed inusuale selezione di costumi da bagno, cravatte da uomo e bijoux realizzati con vecchi bottoni.

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Ecco, adesso si che posso considerarmi soddisfatta!!!  Per la gioia dei miei accompagnatori,  il mio tour alla scoperta dell’old fashion salentino finisce qui!  Adesso posso dedicarmi al mare al sole e al vento, anche se chi mi conosce sa che i miei sensori sono sempre in allerta! 🙂

 

Il vintage non va mai in vacanza

I vintage lovers come noi non vanno mai in vacanza anzi, casomai, approfittano delle vacanze per scovare nuovi avamposti del vintage e trovare nuovi tesori per arricchire la propria collezione retrò.   A me accade ovunque io vada.  Non importa se per un giorno o per una settimana, non importa se al mare o in montagna, la vacanza è un occasione unica per scandagliare l’infinito oceano del vintage.  Se poi si sceglie una meta come Lecce e il Salento allora c’è ancora più gusto.

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Eh si perché Lecce grazie alle sue origini messapiche, alla dominazione greca prima e bizantina e normanna poi, è una città ricca di storia testimoniata su ogni facciata, in ogni vicolo, e dentro ogni chiesa. Il centro storico oltre ad essere una testimonianza del barocco leccese ospita numerosi negozietti dell’usato ed esposizioni d’antiquariato.  Ed è proprio in pieno centro che mi imbatto in un negozio-bottega molto particolare, perché in grado di far convivere vecchio e nuovo.  Parlo di Atika dove il sarto Antonio Franco da vita ad abiti nuovi ma dal perfetto stile e dalla squisita allure vintage.foto 1 (8)foto 3 (12)

 

Oltre alla possibilità di farsi realizzare un bellissimo abito su misura, Atika ha una bella selezione di scarpe e borse vintage, e i manichini con i capi in impeccabile stile sartoriale lasciano senza fiato!  In un posto così in mezzo a stoffe, modelli, accessori, riviste di alta moda e vera e propria maestria, potrei viverci!

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Seconda tappa d’obbligo, di questa bella serata leccese sulle tracce del vintage, è sicuramente la grande esposizione ospitata nel locale dell’ex upim della città.  Uno spazio piuttosto grande, dove diversi venditori mostrano la loro mercanzia che va dai mobili, agli accessori per la casa, e dal vestiario passando per i gioielli, tutto naturalmente retrò.

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Anche qui è inutile dirvi che ci ho speso delle ore… Il bello di posti come questo è la loro capacità di stupirti sempre.  Centinaia, anzi forse migliaia di oggetti diversi tra loro, se non proprio unici nel loro genere, sono concentrati in un vasto spazio tutto da scoprire.  Passarlo al setaccio richiede delle ore, anche per i vintage addicted più esperti.  Ho sicuramente messo alla prova i miei accompagnatori, che ringrazio per la pazienza.

Per oggi mi fermo qui… la scoperta del vintage leccese continua nel prossimo post!

Sulle tracce di Grace Kelly

Certo è difficile poter anche solo immaginare di eguagliare, in bellezza charme e personalità, una delle icone più significative del nostro tempo ovvero la amatissima e bellissima Grace Kelly.

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Attrice statunitense dal grande successo internazionale per aver interpretato film come Altà Società, Mezzogiorno di Fuoco, Mogambo, e la trilogia di Hitchcock La Finestra sul Cortile, Il Delitto Perfetto, e Caccia al Ladro, Grace lascia i fasti di Hollywood per entrare nel mondo delle teste coronate sposando il Principe di Monaco Ranieri e diventando così, a sua volta, principessa.  Era il 1956 e soltanto pochi anni prima, ovvero nel 1952, era stata protagonista di uno dei miei film preferiti La Finestra sul Cortile, su cui ho incentrato la mia tesi di laurea in Scienze della Comunicazione, discussa ormai un anno fa.  Ed è stato proprio in occasione dei festeggiamenti per la mia laurea che ho deciso di ispirarmi al look elegante ed eterno che l’attrice indossa in questo memorabile film.

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Complice un noto brand italiano, che proprio in quel periodo proponeva un rivisitazione in chiave moderna di uno dei vestiti più rappresentativi e iconici del cinema di tutti i tempi, ho ricreato il look di Grace ne “La Finestra sul Cortile”, curando anche l’allestimento del party, tutto rigorosamente in stile anni ’50.

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La festa è stata un vero successo! Tutti si sono divertiti nello sperimentare la loro vena vintage e nel vivere poche ma splendide ore nei ruggenti anni ’50! Il mio outfit mi ha fatto sognare… almeno per una sera mi sono sentita come la fantastica Grace!!!

P.S. Grazie a questo bellissimo abito ho vinto anche un piccolo contest organizzato dal brand Rinascimento dal titolo “Il Look del Mese” di seguito vi mostro la foto con la quale ho partecipato!!! bye bye

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per il mio outfit: abito Rinascimento; scarpe Zara; collana e bracciale vintage.

grazie ad amici e famigliari per le loro bellissime immagini

baciii