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Vintage “eterno”: Porta Portese e …

Il mio breve, ma intenso, viaggio nel mondo del vintage romano continua alla scoperta e riscoperta di due vere e proprie istituzioni della capitale:  il mercato di Porta Portese e i Magazzini allo Statuto.

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Chi conosce un po’ la città,  ne avrà sicuramente sentito parlare. Entrambi luoghi dal grande fascino, Porta Portese rappresenta l’emblema del mercato rionale che assurge a grande luogo di interesse anche antropologico; i magazzini, invece, posseggono tutto lo charme di un luogo rimasto inalterato nel tempo, come nella più malinconica pellicola cinematografica del passato.

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Prima tappa della mia domenica romana è, naturalmente, Porta Portese perché, come si sa, al mercato si va alla buon’ora. Non è la mia prima volta in questo posto: ricordo di una gita a Roma, con i miei genitori, in cui io, all’epoca quindicenne, costrinsi mio padre ad una vera e propria levataccia per poter visitare questo bellissimo mercato. Conservo quindi bellissimi ricordi di questo luogo, che nella seconda visita non vengono affatto traditi.

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Porta Portese ha una lunga storia. Nato negli anni ’40 come mercato della borsa nera, dove i romani compravano e barattavano un po’ di tutto, negli anni si è, pian piano, trasformato in un mercato multietnico e sempre coloratissimo, assumendo un ruolo fondamentale non più soltanto per i romani ma anche per tutti i turisti, italiani e non.

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Qui si trova veramente di tutto. Vestiti, borse, scarpe e bijoux per la gioia di tutte le donne, ma anche piccoli e grandi oggetti di antiquariato e modernariato, auto d’epoca, giocattoli vintage, cornici, bicchieri e tutto quello che riuscite ad immaginare e non. Io porto a casa un bel bottino: due borse di pelle, un cappotto a quadri Basile e il bellissimo cappello verde che vedete nelle foto 🙂

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Come al solito parlando di mercati mi sono dilungata… Vi parlerò dei M.a.s. nel prossimo post.

Presto promesso 😉

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Sunday market

Se si è un appassionato di vintage e di mercatini, non c’è niente di più bello che passare una soleggiata domenica di fine ottobre tra le bancarelle di un mercato di antiquariato. If you are a vintage addicted, there’s nothing better than spend a sunny sunday of october among the stands of an open-air market.

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E’ quello che ho fatto io domenica scorsa, al mercatino organizzato dall’associazione onlus Assi.si. in piazza San Francesco a Salerno.  That’s exactly what i did last sunday, at the antique market organized by the Onlus charitable association Assi.si. in piazza San Francesco in Salerno.

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E’ ormai da qualche mese che il fine settimana, con scadenze bisettimanali, si ripete questo piacevole appuntamento all’insegna del passato nella bella, ma spesso dimenticata, piazza del rione Carmine.   Tra i banchi è possibile trovare oggetti di tutti i tipi, da grandi mobili da salotto, a graziosi soprammobili, passando per accessori, ceramiche e vinili, tutto compreso tra antiquariato, modernariato e memorabilia.  Every two weekends of the month you can find this pleasant appointment, started few mouths ago, in this beautiful, but often forgotten, city square.  Here you can find every kind of items: antique or memorabilia home furnitures, knick-knacks,  accessories, vynil records.

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Avrei comprato di tutto ma dovevo fare una scelta. Ho concentrato cosi la mia attenzione sugli accessori e ho conquistato un bel bottino. Porto a casa con me due paia di orecchini anni ’50, e un paio anni ’80 con zebra; un bracciale, anch’esso anni ’80, due spille e una catena Fendi anni ’90.  Posso ritenermi più che soddisfatta! Prossimo appuntamento a metà novembre 😉 I wish i could buy everything but i had to made a choice.  So i bet on accessories and i gained two pairs of earrings from fifties, and one from eighties; a eighties bracelet, two brooches and a Fendi chain necklace from nineties.  I will say that i’m very satisfied. Next appointment:  the second weekend of November;)

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Dear Michela, a promise is a promise ❤

Il vintage non va mai in vacanza

I vintage lovers come noi non vanno mai in vacanza anzi, casomai, approfittano delle vacanze per scovare nuovi avamposti del vintage e trovare nuovi tesori per arricchire la propria collezione retrò.   A me accade ovunque io vada.  Non importa se per un giorno o per una settimana, non importa se al mare o in montagna, la vacanza è un occasione unica per scandagliare l’infinito oceano del vintage.  Se poi si sceglie una meta come Lecce e il Salento allora c’è ancora più gusto.

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Eh si perché Lecce grazie alle sue origini messapiche, alla dominazione greca prima e bizantina e normanna poi, è una città ricca di storia testimoniata su ogni facciata, in ogni vicolo, e dentro ogni chiesa. Il centro storico oltre ad essere una testimonianza del barocco leccese ospita numerosi negozietti dell’usato ed esposizioni d’antiquariato.  Ed è proprio in pieno centro che mi imbatto in un negozio-bottega molto particolare, perché in grado di far convivere vecchio e nuovo.  Parlo di Atika dove il sarto Antonio Franco da vita ad abiti nuovi ma dal perfetto stile e dalla squisita allure vintage.foto 1 (8)foto 3 (12)

 

Oltre alla possibilità di farsi realizzare un bellissimo abito su misura, Atika ha una bella selezione di scarpe e borse vintage, e i manichini con i capi in impeccabile stile sartoriale lasciano senza fiato!  In un posto così in mezzo a stoffe, modelli, accessori, riviste di alta moda e vera e propria maestria, potrei viverci!

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Seconda tappa d’obbligo, di questa bella serata leccese sulle tracce del vintage, è sicuramente la grande esposizione ospitata nel locale dell’ex upim della città.  Uno spazio piuttosto grande, dove diversi venditori mostrano la loro mercanzia che va dai mobili, agli accessori per la casa, e dal vestiario passando per i gioielli, tutto naturalmente retrò.

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Anche qui è inutile dirvi che ci ho speso delle ore… Il bello di posti come questo è la loro capacità di stupirti sempre.  Centinaia, anzi forse migliaia di oggetti diversi tra loro, se non proprio unici nel loro genere, sono concentrati in un vasto spazio tutto da scoprire.  Passarlo al setaccio richiede delle ore, anche per i vintage addicted più esperti.  Ho sicuramente messo alla prova i miei accompagnatori, che ringrazio per la pazienza.

Per oggi mi fermo qui… la scoperta del vintage leccese continua nel prossimo post!

Spulciando Parigi!

Come promesso qualche settimana fa, eccomi qui a parlarvi della seconda parte del mio soggiorno a Parigi e della visita al mercato dei mercati delle pulci.  Il bellissimo e grandissimo Marché aux Puces de Saint-Ouen.

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Per chi come me è appassionata di mercati, di acquisti all’aria aperta, di bancarelle e strilloni, ed è perennemente alla ricerca dell’oggetto unico da ottenere a prezzo stracciato contrattando con l’ambulante di turno, questo potrebbe essere il posto adatto in cui far perdere definitivamente le proprie tracce.

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Le ragioni che fanno di Saint-Ouen il mercato che manderebbe in visibilio qualsiasi vintage e market addicted sono principalmente due: le dimensioni, e la vastissima gamma di oggetti in vendita.  Il mercato nasce intorno agli ultimi decenni i dell’ottocento, quando un gruppo di ambulanti comincia a vendere la propria mercanzia lungo Boulevard Periferique.  Da allora le sue dimensioni sono aumentate in maniera gargantuesca tanto da farne il più grande mercato delle pulci della città.  Attualmente incorpora 14 mercati diversi, si estende su una superficie di circa sette ettari, che permette di ospitare 1700 venditori, e attirare più di 5 milioni di visitatori all’anno.

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Oltre alle dimensioni, l’altra ragione che rende questo posto così speciale è, come anticipato prima, l’enorme disparità di oggetti che vi si possono acquistare.  Dall’antiquariato al modernariato, all’abbigliamento, passando per accessori, utensili vari, poster pubblicitari, fotografie d’epoca, macchinari dagli usi più impensabili, libri, cartoline, nani da giardino, vinili, tessuti, bigiotteria e gioielleria, memorabilia, giocattoli d’epoca e chi più ne ha più ne metta.

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Nella mia incursione mattutina al mercato insieme alla mia fedele amica Paola che, con mia grande sorpresa, è riuscita a tenere il mio ritmo da mercatara con alle spalle anni e anni di allenamento, avrei voluto portare via di tutto ma le dimensioni ridotte della mia valigia hanno fortunatamente evitato il prosciugamento delle mie finanze.  Tuttavia non potevo lasciare Saint-Ouen senza aver concluso qualche piccolo affare, così ho puntato tutto sulla bigiotteria vintage e ho portato a casa due splendidi paia di orecchini, uno dei quai firmati Emanuel Ungaro e ottenuto alla strabiliante cifra di soli 5 euro.

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Affari così si fanno solo a Paris!!!

Di nuovo grazie a Paola per il tour 😉