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The show Mas go on

Oggi torno a parlarvi della mia trasferta romana all’insegna del vintage.  Tappa d’obbligo della capitale, come vi avevo già accennato, sono i mitici Magazzini allo Statuto in zona Piazza Vittorio. Tutte le grandi città hanno, probabilmente, i loro grandi magazzini di riferimento, punto di commercio ma anche di incontro di intere generazioni, e per Roma tale punto di riferimento era rappresentato appunto dal M.a.s.

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L’uso dell’imperfetto, in questo caso però, è, ahimè, una scelta. I vecchi magazzini Castelnuovo, poi ribattezzati con il nome della strada che li ospita, dopo aver aperto i battenti all’insegna del lusso negli anni ’30 vivendo poi decenni di successo e affermazione, negli ultimi hanno attraversato una fase di decadenza e oblio diventando i magazzini del popolo, tanto che più volte ne è stata annunciata la chiusura.

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Ma l’amore che Roma e i romani hanno per questa vera e propria istituzione, finora ne ha impedito la fine.  In moltissimi si sono mobilitati per la sua sopravvivenza e tra i tanti anche il mondo del cinema capitolino.  Infatti Rä di Martino (autrice del soggetto con Marcella Libonati) ha girato il video documentario The show Mas go on che vede protagonisti – tutti a titolo gratuito – Sandra Ceccarelli, Arianna Gaudio, Iaia Forte, Ignazio Oliva, Maya Sansa e Filippo Timi.  Il M.a.s. è diventato, così, un set cinematografico surreale che testimonia l’importanza che questo luogo ha avuto e ha ancora nella storia della metropoli.

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Per quanto mi riguarda le atmosfere e l’aria che si respira nelle centinaia di metri quadrati del M.a.s. mi hanno del tutto rapita. Dai prezzi incredibilmente bassi, agli arredi vecchi e traballanti, passando per i cumuli di merce tra cui spulciare e i visi dolci e familiari delle commesse storiche, tutto testimonia un passato di fasti e un presente popolare che non possono non lasciare un segno indelebile anche nel più occasionale dei visitatori.

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ahhhh e naturalmente non ho resistito… dovevo comprare le mutande in cui si è tuffato Filippo Timi 😉

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Vintage “eterno”: Porta Portese e …

Il mio breve, ma intenso, viaggio nel mondo del vintage romano continua alla scoperta e riscoperta di due vere e proprie istituzioni della capitale:  il mercato di Porta Portese e i Magazzini allo Statuto.

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Chi conosce un po’ la città,  ne avrà sicuramente sentito parlare. Entrambi luoghi dal grande fascino, Porta Portese rappresenta l’emblema del mercato rionale che assurge a grande luogo di interesse anche antropologico; i magazzini, invece, posseggono tutto lo charme di un luogo rimasto inalterato nel tempo, come nella più malinconica pellicola cinematografica del passato.

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Prima tappa della mia domenica romana è, naturalmente, Porta Portese perché, come si sa, al mercato si va alla buon’ora. Non è la mia prima volta in questo posto: ricordo di una gita a Roma, con i miei genitori, in cui io, all’epoca quindicenne, costrinsi mio padre ad una vera e propria levataccia per poter visitare questo bellissimo mercato. Conservo quindi bellissimi ricordi di questo luogo, che nella seconda visita non vengono affatto traditi.

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Porta Portese ha una lunga storia. Nato negli anni ’40 come mercato della borsa nera, dove i romani compravano e barattavano un po’ di tutto, negli anni si è, pian piano, trasformato in un mercato multietnico e sempre coloratissimo, assumendo un ruolo fondamentale non più soltanto per i romani ma anche per tutti i turisti, italiani e non.

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Qui si trova veramente di tutto. Vestiti, borse, scarpe e bijoux per la gioia di tutte le donne, ma anche piccoli e grandi oggetti di antiquariato e modernariato, auto d’epoca, giocattoli vintage, cornici, bicchieri e tutto quello che riuscite ad immaginare e non. Io porto a casa un bel bottino: due borse di pelle, un cappotto a quadri Basile e il bellissimo cappello verde che vedete nelle foto 🙂

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Come al solito parlando di mercati mi sono dilungata… Vi parlerò dei M.a.s. nel prossimo post.

Presto promesso 😉

Vintage “eterno”: Bellissima

Trascorrere due giorni nella città eterna è già di per sé un privilegio. Farlo programmando una visita al Maxxi, per una delle mostre più complete sulla moda vintage italiana, é un evento straordinario, aggiungerci poi una capatina al mercato di Porta Portese e ai magazzini M.A.S., trasforma il tutto in una visita perfetta.

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Ma partiamo con ordine: è un freddo sabato pomeriggio di metà gennaio quando, insieme alla mia amica di sempre Sara, che vive a Roma ormai da anni, decido di immergermi nelle linee sartoriali dell’alta moda italiana del passato, tra lavorazioni pregiate, pizzi, applicazioni, borse, cappelli, gioielli e modelli esclusivi. La mostra in questione é Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968 al Maxxi fino al 3 maggio 2015.

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All’ultimo piano della futuristica struttura architettonica del Maxxi, sono esposti alcuni dei lavori più significativi e rappresentativi del periodo d’oro della moda italiana. Dalle sorelle Fontana a Valentino, passando per Gattinoni, Balestra, Fendi, Pucci, Mila Schön ed altri ancora, il nostro sguardo si incanta su modelli da sogno che restituiscono il vero significato alla parola capolavoro.

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L’eccellenza italiana emerge con forza nella sala, facendo viaggiare i nostri pensieri agli anni della dolce vita, ai gran galà della capitale del cinema, a film come “Bellissima”, appunto, egregiamente interpretato da Anna Magnani, film che fornisce ispirazione all’allestimento stesso, nonché agli anni dell’ombelico in bella vista della mitica Raffaella Carrá.

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Tempi ormai andati, ma che lasciano il loro segno anche attraverso questi capi, testimonianza dell’evoluzione dei costumi e della società italiana. Io e Sara, naturalmente, non siamo sole. Intorno a noi, c’è un pubblico prevalentemente femminile, che ammira quei modelli, sognando quegli anni, o addirittura ricordandoli con nostalgia. Nello sguardo delle signore più mature colgo, infatti, un certo orgoglio misto a rimpianto per essere state testimoni di tempi passati che forse non torneranno mai più con la stessa dignità e maestosità al tempo stesso.

Per ora mi fermo qui, ma non vedo l’ora di raccontarvi del vintage romano più “verace”, ovvero quello dei mercatini e dei magazzini dello statuto.  Grazie alla mia grande amica, guida, fotografa, e paziente accompagnatrice Sara… Love you ❤

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