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Vintage “eterno”: Bellissima

Trascorrere due giorni nella città eterna è già di per sé un privilegio. Farlo programmando una visita al Maxxi, per una delle mostre più complete sulla moda vintage italiana, é un evento straordinario, aggiungerci poi una capatina al mercato di Porta Portese e ai magazzini M.A.S., trasforma il tutto in una visita perfetta.

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Ma partiamo con ordine: è un freddo sabato pomeriggio di metà gennaio quando, insieme alla mia amica di sempre Sara, che vive a Roma ormai da anni, decido di immergermi nelle linee sartoriali dell’alta moda italiana del passato, tra lavorazioni pregiate, pizzi, applicazioni, borse, cappelli, gioielli e modelli esclusivi. La mostra in questione é Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968 al Maxxi fino al 3 maggio 2015.

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All’ultimo piano della futuristica struttura architettonica del Maxxi, sono esposti alcuni dei lavori più significativi e rappresentativi del periodo d’oro della moda italiana. Dalle sorelle Fontana a Valentino, passando per Gattinoni, Balestra, Fendi, Pucci, Mila Schön ed altri ancora, il nostro sguardo si incanta su modelli da sogno che restituiscono il vero significato alla parola capolavoro.

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L’eccellenza italiana emerge con forza nella sala, facendo viaggiare i nostri pensieri agli anni della dolce vita, ai gran galà della capitale del cinema, a film come “Bellissima”, appunto, egregiamente interpretato da Anna Magnani, film che fornisce ispirazione all’allestimento stesso, nonché agli anni dell’ombelico in bella vista della mitica Raffaella Carrá.

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Tempi ormai andati, ma che lasciano il loro segno anche attraverso questi capi, testimonianza dell’evoluzione dei costumi e della società italiana. Io e Sara, naturalmente, non siamo sole. Intorno a noi, c’è un pubblico prevalentemente femminile, che ammira quei modelli, sognando quegli anni, o addirittura ricordandoli con nostalgia. Nello sguardo delle signore più mature colgo, infatti, un certo orgoglio misto a rimpianto per essere state testimoni di tempi passati che forse non torneranno mai più con la stessa dignità e maestosità al tempo stesso.

Per ora mi fermo qui, ma non vedo l’ora di raccontarvi del vintage romano più “verace”, ovvero quello dei mercatini e dei magazzini dello statuto.  Grazie alla mia grande amica, guida, fotografa, e paziente accompagnatrice Sara… Love you ❤

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Elsa Schiaparelli: innovazione, anticonformismo e surrealismo.

Esattamente 41 anni fa ci lasciava Elsa Schiaparelli, una delle stiliste più influenti della moda italiana e non solo.  A lei si deve, tra le altre cose, l’invenzione della sfilata di moda, nell’ accezione moderna del termine, e del famosissimo rosa shocking, oggi noto appunto con il nome di rosa Schiaparelli.

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Donna dalla personalità ribelle e anticonformista, in netta contrapposizione con le sue origini aristocratiche, all’età di 23 anni si trasferì a Londra e successivamente a New York ed infine a Parigi dove svolse gran parte del suo lavoro. In queste città entrò in contatto col mondo dadaista e surrealista conoscendo artisti del calibro di Marcel Duchamp, Man Ray, Jean Cocteau e Salvador Dali e la sua attività ne fu molto influenzata. Sono molto famose infatti le collaborazioni “surrealiste” con questi ultimi. Considerata un’icona della moda al pari di Coco Chanel, contribuì nel periodo interbellico a dare un’immagine innovativa ed anticonformista della moda e della donna stessa.

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Dopo la fine della seconda guerra mondiale la moda cambiò sulla scia del New Look di Christian Dior e la maison Schiaparelli visse un periodo di crisi che portò alla chisura nel 1954. Concluse la sua carriera artistica pubblicando un libro autobiografico dal titolo Shocking life che comprendeva 12 comandamenti per le donne, secondo lei imprescindibili:

  1. Le donne conoscono poco di se stesse e dovrebbero sforzarsi di conoscersi meglio.
  2. Una donna che compra un vestito costoso e lo modifica, spesso con risultati disastrosi, è una scialacquatrice e una folle.
  3. La maggior parte delle donne (e degli uomini) non vede i colori. Dovrebbe chiedere consiglio.
  4. Ricordate: il venti per cento delle donne ha un complesso di inferiorità. Il settanta per cento coltiva illusioni.
  5. Il novanta per cento ha paura di essere appariscenti e di quello che dice la gente, così compra un abito grigio. Dovrebbero osare ad essere diverse.
  6. Le donne dovrebbero imparare a fidarsi dei consigli di persone esperte e competenti.
  7. Dovrebbero scegliere i vestiti sole o in compagnia di un uomo.
  8. Non dovrebbero mai fare acquisti insieme a un’altra donna, che a volte consciamente e spesso inconsciamente è portata ad essere gelosa.
  9. Dovrebbero comprare poche cose e solo le migliori o le più economiche.
  10. Non adattare mai il vestito al corpo, ma abituare il corpo a adattarsi al vestito.
  11. Una donna dovrebbe fare la maggior parte dei suoi acquisti in un unico posto dove è conosciuta e rispettata, senza precipitarsi qua e là a provare ogni nuova moda.
  12. E dovrebbe pagare i suoi conti.

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Morì a Parigi il 13 novembre 1973, lasciando un segno indelebile nel mondo della moda e, sicuramente,anche nella causa dell’emancipazione femminile.

Sulle tracce di Grace Kelly

Certo è difficile poter anche solo immaginare di eguagliare, in bellezza charme e personalità, una delle icone più significative del nostro tempo ovvero la amatissima e bellissima Grace Kelly.

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Attrice statunitense dal grande successo internazionale per aver interpretato film come Altà Società, Mezzogiorno di Fuoco, Mogambo, e la trilogia di Hitchcock La Finestra sul Cortile, Il Delitto Perfetto, e Caccia al Ladro, Grace lascia i fasti di Hollywood per entrare nel mondo delle teste coronate sposando il Principe di Monaco Ranieri e diventando così, a sua volta, principessa.  Era il 1956 e soltanto pochi anni prima, ovvero nel 1952, era stata protagonista di uno dei miei film preferiti La Finestra sul Cortile, su cui ho incentrato la mia tesi di laurea in Scienze della Comunicazione, discussa ormai un anno fa.  Ed è stato proprio in occasione dei festeggiamenti per la mia laurea che ho deciso di ispirarmi al look elegante ed eterno che l’attrice indossa in questo memorabile film.

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Complice un noto brand italiano, che proprio in quel periodo proponeva un rivisitazione in chiave moderna di uno dei vestiti più rappresentativi e iconici del cinema di tutti i tempi, ho ricreato il look di Grace ne “La Finestra sul Cortile”, curando anche l’allestimento del party, tutto rigorosamente in stile anni ’50.

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La festa è stata un vero successo! Tutti si sono divertiti nello sperimentare la loro vena vintage e nel vivere poche ma splendide ore nei ruggenti anni ’50! Il mio outfit mi ha fatto sognare… almeno per una sera mi sono sentita come la fantastica Grace!!!

P.S. Grazie a questo bellissimo abito ho vinto anche un piccolo contest organizzato dal brand Rinascimento dal titolo “Il Look del Mese” di seguito vi mostro la foto con la quale ho partecipato!!! bye bye

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per il mio outfit: abito Rinascimento; scarpe Zara; collana e bracciale vintage.

grazie ad amici e famigliari per le loro bellissime immagini

baciii

Paris mon amour vintage!

Bonjour mes amis! Sono da poco tornata da un breve ma intensissimo soggiorno nella bellissima capitale francese.  Il viaggio è stato frutto di una decisione improvvisa, dettata dalla voglia di condividere un po’ di tempo con la mia amica “d’annata” Paola, che vive lì da diversi anni.

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Così con in testa le parole della mitica Audrey Hepburn secondo la quale “Paris is always a good idea”, nel giro di pochi giorni ho organizzato il viaggio che, naturalmente, prevedeva un dettagliato itinerario tra le mete del vintage parigino.  Certo, per chi è appassionato di vintage, la capitale offre davvero tantissimo, dai negozi che vendono capi usati a peso, passando per il bellissimo antiquariato francese e fino ad arrivare ai mercati delle pulci tra i più grandi d’europa.

 

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io e la mia amica Paola

Ma partiamo con ordine.  La pratica di acquistare capi di abbigliamento a peso non è assolutamente nuova, soprattutto in Italia, dove spesso  gli ambulanti si approvvigionavano della merce da rivendere poi al dettaglio acquistando grandi quantità che venivano per l’appunto pesate.  Tale pratica sta già da un po’ di tempo tornando di moda nella città di tutta Europa (da Parigi,  Londra  e Milano), con la differenza che, però,  potete essere voi stessi a scegliere i capi nella fascia di prezzo che desiderate e a pesarli come fareste per le vostre mele o verdure al mercato.  E’ quello che accade da Kilo Shop, 69 rue De La Verriere 75004, uno dei primi negozi che ho visitato a Parigi.

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In questo negozio a seconda del colore della piastrina applicata su ogni singolo capo, potete conoscerne il prezzo al chilo e sbizzarrirvi nello shopping.  L’unica mia fortuna è stata avere una valigia piccola altrimenti avrei fatto andare in tilt la bilancia.

Accanto ai tantissimi negozi a peso, che sembrano spuntare come funghi tra le stradine della città, ci sono naturalmente anche altrettanti negozi vintage “classici”, se così si può dire, dove scovare capi per ricreare un tipico outfit parisienne.  Tra i tanti visitati uno dei miei preferiti è stato sicuramente Culture vintage 83 rue Saint-Martin 74005.

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Il vintage a Parigi è praticamente ovunque! In ogni angolo di strada è possibile trovare quel fascino retrò che solo alcune città come questa sono in grado di trasmettere ai loro visitatori… Ed è così che mentre cammino per strada trovo una bellissima libreria vecchio stile e mi ci tuffo dentro alla ricerca di qualche “bibbia” della moda.  E Mona Lisait (è questo il nome della libreria) non mi delude affatto…

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Come potete vedere Parigi è ricca di fascino vintage e la ricerca potrebbe continuare all’infinito… per il momento mi fermo qui, con una piccola anticipazione sul prossimo articolo: vi porterò non in uno, né in due o in tre, ma in addirittura quattordici mercati che formano il famosissimo marchè aux puces de Paris/St-Ouen! Pronti a “spulciare”?

Un grazie enorme alla mia cara amica Paola, la più adorabile contestatrice che conosca nonché premurosa ospite.