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Sunday market

Se si è un appassionato di vintage e di mercatini, non c’è niente di più bello che passare una soleggiata domenica di fine ottobre tra le bancarelle di un mercato di antiquariato. If you are a vintage addicted, there’s nothing better than spend a sunny sunday of october among the stands of an open-air market.

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E’ quello che ho fatto io domenica scorsa, al mercatino organizzato dall’associazione onlus Assi.si. in piazza San Francesco a Salerno.  That’s exactly what i did last sunday, at the antique market organized by the Onlus charitable association Assi.si. in piazza San Francesco in Salerno.

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E’ ormai da qualche mese che il fine settimana, con scadenze bisettimanali, si ripete questo piacevole appuntamento all’insegna del passato nella bella, ma spesso dimenticata, piazza del rione Carmine.   Tra i banchi è possibile trovare oggetti di tutti i tipi, da grandi mobili da salotto, a graziosi soprammobili, passando per accessori, ceramiche e vinili, tutto compreso tra antiquariato, modernariato e memorabilia.  Every two weekends of the month you can find this pleasant appointment, started few mouths ago, in this beautiful, but often forgotten, city square.  Here you can find every kind of items: antique or memorabilia home furnitures, knick-knacks,  accessories, vynil records.

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Avrei comprato di tutto ma dovevo fare una scelta. Ho concentrato cosi la mia attenzione sugli accessori e ho conquistato un bel bottino. Porto a casa con me due paia di orecchini anni ’50, e un paio anni ’80 con zebra; un bracciale, anch’esso anni ’80, due spille e una catena Fendi anni ’90.  Posso ritenermi più che soddisfatta! Prossimo appuntamento a metà novembre 😉 I wish i could buy everything but i had to made a choice.  So i bet on accessories and i gained two pairs of earrings from fifties, and one from eighties; a eighties bracelet, two brooches and a Fendi chain necklace from nineties.  I will say that i’m very satisfied. Next appointment:  the second weekend of November;)

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Dear Michela, a promise is a promise ❤

Boo! Vintage inspired Halloween costumes

Si è vero, quella di Halloween non è proprio una festa della nostra tradizione! Infatti, anche se il mio papà nei lontani anni dell’immediato dopoguerra ricorda di quando, nel giorno dei morti, le bancarelle vendevano biscotti e dolciumi a forma di ossa umane, l’usanza di festeggiare la notte del 31 ottobre si è sviluppata, in Italia, solo in anni più recenti.  Scorrendo brevemente la storia di questa bizzarra festività, possiamo rintracciare le sue origini nella cultura celtica, pur essendosi poi sviluppata maggiormente nella cultura anglosassone prima, e statunitense poi.   In ogni caso io adoro Halloween e adoro impegnarmi alla ricerca di travestimenti divertenti e naturalmente di ispirazione vintage, da Frida Kahlo a Salvador Dalì, passando per Amy Winehouse e Melanie Daniels, la protagonista di “Gli Uccelli” di Hitchcock.

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Da quattro anni, infatti, io e mio marito abbiamo fatto un po’ nostra questa tradizione e ogni anno, nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, organizziamo una festa in maschera in occasione della quale addobbiamo casa con decorazioni inquietanti ma rigorosamente fatte a mano, ed insieme ai nostri ospiti, ci sbizzarriamo nel ricercare  look creativi e originali.

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Mancano pochissimi giorni al prossimo Halloween e nella cassetta delle lettere ho trovato questa bellissima cartolina, anch’essa vintage inspired, speditami dalla mia migliore amica Michela a ricordarmelo!!! Fervono i preparativi..

Grazie Michela e Alduccio! Love u ❤

Fifties wedding

“La felicità è vera soltanto se condivisa” afferma  Christopher Mccandless nel bellissimo libro biografico “Nelle terre estreme” di John Krakauer.  Oggi più che mai comprendo, dopo aver condiviso con due dei miei più cari amici di sempre il loro giorno più bello, il significato profondo di tale affermazione.  Perché leggere la felicità negli occhi di un amico e vederla riflessa negli occhi del suo compagno/a di vita, ci emoziona, ci rende partecipi, ci permette di vivere la felicità stessa e di capire la vera essenza del festeggiamento, dello status di “giorno speciale”.

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Se si aggiunge il fatto che i tuoi amici hanno stile e decidono di darne anche al giorno del loro matrimonio, il tutto assume sfumature fantastiche.  Il tema scelto per l’evento infatti è quello dei favolosi anni ’50! Anni delle gonne ampie, delle bretelle, delle pettinature cotonate, dei cappellini, di film come “Colazione da Tiffany” o “La finestra sul cortile”, di Grace Kelly, James Dean, Elvis Presley, Sophia Loren, del boom economico … e potrei continuare all’infinito! Ma bando alle ciance e Let’s go Fifties!!!

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L’evento si è svolto nella bellissima location della costiera amalfitana e più precisamente a Vietri dove chiesa e ristorante avevano una vista mozzafiato sul mare. Gli sposi hanno organizzato una festa in vero stile anni ’50, dagli abiti ai trasporti, passando per la band dal vivo, rigorosamente rockabilly, e fino ad arrivare alla scelta dei nomi dei tavoli, tutti ispirati a famosi film dell’epoca.

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Il compito di noi invitati era quello di ricreare uno stile Fifties elegante e consono al tema, che richiamasse un po’ le atmosfere alla Madmen per interderci (la mia serie tv preferita).  Devo dire che non è facilissimo entrare in un negozio e trovare un look adatto, per cui ci siamo tutti raccomandati agli dei del vintage, e nel mio caso anche ai “santi patroni” di Happy & Glam! (https://www.facebook.com/pages/Happy-Glam/188552374570330?ref=hl)

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Sono infatti i miracolosi Antonio e Danilo, che hanno dato il tocco in più alla mia immagine vintage con la loro splendida collana in perle e madreperla, realizzata a mano, e lo chicissimo cappellino, anche questo cucito a mano, che ho indossato solo in chiesa come la tradizione anni ’50 voleva! Per l’abito ho scelto una tinta unita più adatta agli eventi importanti secondo il bonton dell’epoca, arricchito con un’ ampia sottogonna in tulle; scarpe a fantasia floreale, occhiali da sole a gatto, borsa rigida rigorosamente vintage e un tocco di prugna sulle labbra.  Con un look così sarei stata l’accompagnatrice ideale di Don Draper per una passeggiata su Madison avenue! 😉

Grazie ai meravigliosi sposi e ai bellissimi invitati per le loro immagini! Di nuovo grazie ad Happy & Glam!  Auguri auguri e ancora auguri a Francesca e Michele! Love you ❤

 

Happy glam and fifties

Ecco una piccola anticipazione dell’evento vintage inspired più sentito dell’anno! Il matrimonio a tema anni ’50 di due dei miei più cari amici di tutti i tempi: Francesca e Michele!  A breve il post completo con gli sposi, gli invitati, i look ma anche le risate, la gioia, l’emozione che solo un evento così porta con sé. Vi parlerò, inoltre, della mia collaborazione con Happy&Glam… non vi dico altro.  Spero di aver stuzzicato almeno un po’ la vostra curiosità.  Ci vediamo al prossimo post!!!

 

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Un regalo vintage

Per me ricevere un regalo è naturalmente bellissimo, lo è ancora di più quando si tratta di un regalo inaspettato. Tuttavia, la cosa migliore è ricevere da qualcuno un regalo che è appartenuto al suo passato, che pensa che con te possa vivere una seconda vita ed essere di nuovo apprezzato e valorizzato.
A me é accaduto pochi giorni fa… Lucia la bella madre della mia migliore amica Michela, colpita dalla mia passione per il vintage, ha deciso di donarmi una gonna-pantalone di fine anni settanta appartenuta a lei e usata durante la sua giovinezza trascorsa tra il Canada e gli Stati Uniti.

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L’idea di poter indossare un capo che é legato ai ricordi di una persona a me vicina, lo considero un onore, e il fatto che Lucia abbia pensato a me, mi spinge ad averne molta cura affinché io possa a mia volta tramandarlo a qualcun’altra e inaugurare una nuova tradizione.

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Si tratta di un capo in filo dalla vestibilitá ampia, tipica dei seventies, a vita alta e interamente plissettato. Io l’ho abbinato con un top in seta con piccole stampe geometriche colorate, e una borsa rigida in rattan verde con chiusura a scatto, tutto rigorosamente vintage. A completare il look un paio di comode zeppe grigie, una semplice treccia laterale e mi sento subito catapultata nel mood di quegli anni!!!
Make love not war! Grazie Lucia

La bellissima Lucia con il marito negli anni 70. Che stile!
La bellissima Lucia con il marito negli anni 70. Che stile!

Partiti per il vintage!

Continua la mia escursione/incursione vacanziera nel mondo del vintage leccese, questa volta di giorno tra i vicoli ardenti e afosi, ma ugualmente affollati, della città salentina.  Protagonista delle mie scorrerie è sempre l’affascinante centro storico, ricco di bar, ristoranti e negozietti di tutti i tipi.  Io, come sempre, ho attivato la modalità “seconda mano” per cui i miei sensori sono programmati per scovare e farmi entrare solo nei negozi che espongono cose che non appartengono agli ultimi 2 decenni.

E’ cosi che scopro un piccolo tesoro del vintage: Biba vintage & remake!  Qui si possono trovare interessantissimi capi e accessori d’epoca, ma anche rivisitazioni e nuove proposte in chiave retrò.  Per i maschietti, inoltre, c’è una bella sezione tutta dedicata a loro, cosa non sempre scontata in un negozio vintage.

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Dopo quasi un’oretta passata a spulciare in questo bel negozio , con la piacevole compagnia delle ragazze che lo gestiscono, mi sento piuttosto appagata anche se la mia fame di vintage non è ancora del tutto soddisfatta.

Qualche passo dopo, ed ecco che i miei sensori si attivano di nuovo e mi imbatto felicemente in Cartigiano vintage and more.  Anche qui respiro l’aria di casa e trovo una bella ed inusuale selezione di costumi da bagno, cravatte da uomo e bijoux realizzati con vecchi bottoni.

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Ecco, adesso si che posso considerarmi soddisfatta!!!  Per la gioia dei miei accompagnatori,  il mio tour alla scoperta dell’old fashion salentino finisce qui!  Adesso posso dedicarmi al mare al sole e al vento, anche se chi mi conosce sa che i miei sensori sono sempre in allerta! 🙂

 

Il vintage non va mai in vacanza

I vintage lovers come noi non vanno mai in vacanza anzi, casomai, approfittano delle vacanze per scovare nuovi avamposti del vintage e trovare nuovi tesori per arricchire la propria collezione retrò.   A me accade ovunque io vada.  Non importa se per un giorno o per una settimana, non importa se al mare o in montagna, la vacanza è un occasione unica per scandagliare l’infinito oceano del vintage.  Se poi si sceglie una meta come Lecce e il Salento allora c’è ancora più gusto.

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Eh si perché Lecce grazie alle sue origini messapiche, alla dominazione greca prima e bizantina e normanna poi, è una città ricca di storia testimoniata su ogni facciata, in ogni vicolo, e dentro ogni chiesa. Il centro storico oltre ad essere una testimonianza del barocco leccese ospita numerosi negozietti dell’usato ed esposizioni d’antiquariato.  Ed è proprio in pieno centro che mi imbatto in un negozio-bottega molto particolare, perché in grado di far convivere vecchio e nuovo.  Parlo di Atika dove il sarto Antonio Franco da vita ad abiti nuovi ma dal perfetto stile e dalla squisita allure vintage.foto 1 (8)foto 3 (12)

 

Oltre alla possibilità di farsi realizzare un bellissimo abito su misura, Atika ha una bella selezione di scarpe e borse vintage, e i manichini con i capi in impeccabile stile sartoriale lasciano senza fiato!  In un posto così in mezzo a stoffe, modelli, accessori, riviste di alta moda e vera e propria maestria, potrei viverci!

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Seconda tappa d’obbligo, di questa bella serata leccese sulle tracce del vintage, è sicuramente la grande esposizione ospitata nel locale dell’ex upim della città.  Uno spazio piuttosto grande, dove diversi venditori mostrano la loro mercanzia che va dai mobili, agli accessori per la casa, e dal vestiario passando per i gioielli, tutto naturalmente retrò.

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Anche qui è inutile dirvi che ci ho speso delle ore… Il bello di posti come questo è la loro capacità di stupirti sempre.  Centinaia, anzi forse migliaia di oggetti diversi tra loro, se non proprio unici nel loro genere, sono concentrati in un vasto spazio tutto da scoprire.  Passarlo al setaccio richiede delle ore, anche per i vintage addicted più esperti.  Ho sicuramente messo alla prova i miei accompagnatori, che ringrazio per la pazienza.

Per oggi mi fermo qui… la scoperta del vintage leccese continua nel prossimo post!

Tavolinatevi!

Ciao a tutti voi vintage addicted!!!

Oggi il mio sarà un post fulmineo!  Aspettavo il momento giusto per condividere con voi un pezzo interessante ed è per questo che voglio mostrarvi l’ultimo arrivato nella grande famiglia allargata del mio mondo vintage!!!

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Tra i miei tanti giri per mercatini e negozi dell’usato ne vedo di tutti i colori, ultimamente però era da molto che non mi capitava di innamorarmi a prima vista di qualcosa tanto da decidere all’istante di portarla a casa con me.  Oggi è successo!!! L’ho visto tutto sporco e impolverato, quasi nascosto in un angolo di un piccolo negozietto dell’usato a pochi minuti da casa mia e ho deciso che sarebbe diventato il mio nuovo tavolino vintage.   L’ho portato nella sua nuova casa e  dopo una bella ripulita e lucidata manifestava, al centro del mio salotto, tutta la sua allure vintage!!!  Certo anche lui non è perfetto… il colore soprattutto ne tradisce un restyling in tempi recenti ma sento di poter affermare, quasi con certezza, che sia nato intorno ai mitici anni ’70.  In ogni caso come si dice dalle mie parti: “Ogni scarrafone è bell a mamma soie”

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Tavolinatevi!

Spulciando Parigi!

Come promesso qualche settimana fa, eccomi qui a parlarvi della seconda parte del mio soggiorno a Parigi e della visita al mercato dei mercati delle pulci.  Il bellissimo e grandissimo Marché aux Puces de Saint-Ouen.

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Per chi come me è appassionata di mercati, di acquisti all’aria aperta, di bancarelle e strilloni, ed è perennemente alla ricerca dell’oggetto unico da ottenere a prezzo stracciato contrattando con l’ambulante di turno, questo potrebbe essere il posto adatto in cui far perdere definitivamente le proprie tracce.

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Le ragioni che fanno di Saint-Ouen il mercato che manderebbe in visibilio qualsiasi vintage e market addicted sono principalmente due: le dimensioni, e la vastissima gamma di oggetti in vendita.  Il mercato nasce intorno agli ultimi decenni i dell’ottocento, quando un gruppo di ambulanti comincia a vendere la propria mercanzia lungo Boulevard Periferique.  Da allora le sue dimensioni sono aumentate in maniera gargantuesca tanto da farne il più grande mercato delle pulci della città.  Attualmente incorpora 14 mercati diversi, si estende su una superficie di circa sette ettari, che permette di ospitare 1700 venditori, e attirare più di 5 milioni di visitatori all’anno.

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Oltre alle dimensioni, l’altra ragione che rende questo posto così speciale è, come anticipato prima, l’enorme disparità di oggetti che vi si possono acquistare.  Dall’antiquariato al modernariato, all’abbigliamento, passando per accessori, utensili vari, poster pubblicitari, fotografie d’epoca, macchinari dagli usi più impensabili, libri, cartoline, nani da giardino, vinili, tessuti, bigiotteria e gioielleria, memorabilia, giocattoli d’epoca e chi più ne ha più ne metta.

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Nella mia incursione mattutina al mercato insieme alla mia fedele amica Paola che, con mia grande sorpresa, è riuscita a tenere il mio ritmo da mercatara con alle spalle anni e anni di allenamento, avrei voluto portare via di tutto ma le dimensioni ridotte della mia valigia hanno fortunatamente evitato il prosciugamento delle mie finanze.  Tuttavia non potevo lasciare Saint-Ouen senza aver concluso qualche piccolo affare, così ho puntato tutto sulla bigiotteria vintage e ho portato a casa due splendidi paia di orecchini, uno dei quai firmati Emanuel Ungaro e ottenuto alla strabiliante cifra di soli 5 euro.

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Affari così si fanno solo a Paris!!!

Di nuovo grazie a Paola per il tour 😉

Paris mon amour vintage!

Bonjour mes amis! Sono da poco tornata da un breve ma intensissimo soggiorno nella bellissima capitale francese.  Il viaggio è stato frutto di una decisione improvvisa, dettata dalla voglia di condividere un po’ di tempo con la mia amica “d’annata” Paola, che vive lì da diversi anni.

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Così con in testa le parole della mitica Audrey Hepburn secondo la quale “Paris is always a good idea”, nel giro di pochi giorni ho organizzato il viaggio che, naturalmente, prevedeva un dettagliato itinerario tra le mete del vintage parigino.  Certo, per chi è appassionato di vintage, la capitale offre davvero tantissimo, dai negozi che vendono capi usati a peso, passando per il bellissimo antiquariato francese e fino ad arrivare ai mercati delle pulci tra i più grandi d’europa.

 

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io e la mia amica Paola

Ma partiamo con ordine.  La pratica di acquistare capi di abbigliamento a peso non è assolutamente nuova, soprattutto in Italia, dove spesso  gli ambulanti si approvvigionavano della merce da rivendere poi al dettaglio acquistando grandi quantità che venivano per l’appunto pesate.  Tale pratica sta già da un po’ di tempo tornando di moda nella città di tutta Europa (da Parigi,  Londra  e Milano), con la differenza che, però,  potete essere voi stessi a scegliere i capi nella fascia di prezzo che desiderate e a pesarli come fareste per le vostre mele o verdure al mercato.  E’ quello che accade da Kilo Shop, 69 rue De La Verriere 75004, uno dei primi negozi che ho visitato a Parigi.

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In questo negozio a seconda del colore della piastrina applicata su ogni singolo capo, potete conoscerne il prezzo al chilo e sbizzarrirvi nello shopping.  L’unica mia fortuna è stata avere una valigia piccola altrimenti avrei fatto andare in tilt la bilancia.

Accanto ai tantissimi negozi a peso, che sembrano spuntare come funghi tra le stradine della città, ci sono naturalmente anche altrettanti negozi vintage “classici”, se così si può dire, dove scovare capi per ricreare un tipico outfit parisienne.  Tra i tanti visitati uno dei miei preferiti è stato sicuramente Culture vintage 83 rue Saint-Martin 74005.

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Il vintage a Parigi è praticamente ovunque! In ogni angolo di strada è possibile trovare quel fascino retrò che solo alcune città come questa sono in grado di trasmettere ai loro visitatori… Ed è così che mentre cammino per strada trovo una bellissima libreria vecchio stile e mi ci tuffo dentro alla ricerca di qualche “bibbia” della moda.  E Mona Lisait (è questo il nome della libreria) non mi delude affatto…

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Come potete vedere Parigi è ricca di fascino vintage e la ricerca potrebbe continuare all’infinito… per il momento mi fermo qui, con una piccola anticipazione sul prossimo articolo: vi porterò non in uno, né in due o in tre, ma in addirittura quattordici mercati che formano il famosissimo marchè aux puces de Paris/St-Ouen! Pronti a “spulciare”?

Un grazie enorme alla mia cara amica Paola, la più adorabile contestatrice che conosca nonché premurosa ospite.